Il "Decreto Anticrisi" e le detrazioni 55%
RECEPIMENTO DEL DL 185 – NOVITA’ 2009 PER LE DETRAZIONI DEL 55%
Il Legislatore con Legge 2 del 28 Gennaio 2009 ha convertito con modifiche il DL 185 del 2008 che come si ricorderà modificava all’art. 29 la possibilità di accedere alle detrazioni del 55%.
Innanzitutto, come avevamo già previsto nella precedente news, confortati dall’autorevole parere del Sole 24 Ore, le novità per le detrazioni del 55% si applicano per le spese sostenute a partire dal 1 gennaio 2009, quindi anche le spese sostenute successivamente al DL 185 (che è stato pubblicato il 29 novembre 2008) si “sottrarranno” alla nuova normativa.
Resta il dubbio sulla prassi da seguire per interventi iniziati nel 2008 e conclusi nel 2009.
Ma andiamo con ordine:
1) E’ RESA OBBLIGATORIA COMUNICAZIONE ALL’AGENZIA DELLE ENTRATE dell’intenzione di usufruire delle detrazioni, con le modalità che verranno stabilite successivamente. Questa è una ulteriore scocciatura per il contribuente, innanzitutto perché, evidenziando il decreto “anticrisi” la possibilità che ci sia un obbligo di trasmissione solo per via telematica, pone in gravi difficoltà tutti coloro che non hanno dimestichezza con internet, inoltre costringe tutti i contribuenti non abituati ad avere a che fare con il fisco a contattare un ulteriore professionista che si occupi di tale comunicazione, infatti gli ingegneri e gli architetti della RICE così come tutti i tecnici che effettuano attestati di qualificazione/certificazione energetica non rientrano tra i soggetti abilitati che possono sostituirsi al contribuente per effettuare tale comunicazione.
2) CAMBIANO NUOVAMENTE GLI ADEMPIMENTI per il terzo anno consecutivo, il Legislatore infatti nel decreto “anticrisi” ha previsto di modificare nuovamente entro 30 gg il decreto attuativo alla finanziaria 2007 che detta gli adempimenti necessari per poter usufruire delle detrazioni, il tutto al fine di “semplificare le procedure e di ridurre gli adempimenti amministrativi a carico dei contribuenti”, staremo a vedere. Resta il fatto che la “semplificazione” dello scorso anno relativa agli infissi, che ha consentito al contribuente di risparmiare sul tecnico abilitato, ha creato una confusione colossale, dovendo il contribuente stesso barcamenarsi tra i vari decreti e le circolari dell’Agenzia delle Entrate che hanno stabilito i requisiti minimi per poter usufruire delle detrazioni (requisiti minimi diversi rispetto a quelli richiesti per le nuove costruzioni, e questo ha generato ulteriore confusione), requisiti che in molti casi era impossibile verificare per un “non tecnico” (si pensi agli infissi in legno artigianali).
3) DETRAZIONE IN 5 ANNI, sempre per “favorire le famiglie” il decreto “anticrisi” allunga da tre a 5 anni il tempo di detrazione, eliminando la scelta da parte del contribuente di poter allungare il periodo in cui distribuire le detrazioni fino a 10 anni. In definitiva tutti coloro che hanno reddito basso e quindi poche imposte da detrarre non potranno più poter spalmare le detrazioni fino a 10 anni per poter usufruire in pieno del beneficio, ma qualora le detrazioni del 55% divise in 5 anni dovessero superare le imposte da detrarre il contribuente a basso reddito perderebbe il beneficio. Che questa situazione sia stata creata da una Legge denominata “anticrisi” per il sostegno alle famiglie fa sorridere, quantomeno tutti coloro che usufruiscono delle detrazioni ma non hanno un basso reddito. D’altra parte poiché quasi tutti i contribuenti avevano optato per la scelta dei 3 anni, l’allungamento a 5 anni consente allo Stato un recupero in termini di valuta decisamente notevole. Si ritiene ragionevole ipotizzare che l’esempio riportato nella news “Tremonti aggiusta il tiro” possa modificarsi a favore dello Stato con un costo delle detrazioni del 55% che si riduce al 10% dell’importo delle detrazioni, quindi ogni 11.500 € di lavori 6.325 € verranno detratti dal contribuente e ci sarà un recupero dell’Erario di 5.692,50 € tra tasse, IVA e valuta, quindi spendendo 10 lo Stato riesce a far girare 100 nelle tasche degli italiani (famiglie che risparmiano, istallatori e fornitori, tecnici certificatori), contraddicendo in modo evidente quanto dichiarato dal Ministro dell’Economia che parlava di “bancomat” riferendosi alle detrazioni del 55%.
(fonte www.certificazionienergetiche.it)


